FACEBOOK è UN SERVIZIO GRATUITO, che si regge sulla pubblicità.
È chiaro deve venir incontri ai propri inserzionisti, dandogli modo di personalizzare il più possibile i messaggi pubblicitari in modo da raggiungere gli utenti giusti.
Ma questo significa che Facebook vende i dati dei propri iscritti?
Stando a quanto dichiarato nella normativa interna sulla privacy, non è proprio così: Facebook può trasmettere a terzi le informazioni presenti nel vostro profilo senza tuttavia comunicare la vostra identità. Tale procedura viene utilizzata, per esempio, per individuare quante persone in una rete amano un determinato gruppo musicale o un film e per personalizzare la pubblicità e le offerte promozionali che ci consentono di tenere in vita Facebook.

Ad esempio, se indicate un film preferito nel tuo profilo, lo staff può consigliare in quale cinema trovarlo nella vostra città. Il vostro nome, tuttavia, non verrà comunicato alla casa cinematografica.
Sappiate però che Facebook dice anche che “In relazione a offerte e operazioni commerciali”, i vostri dati possono essere comunicati a dei provider di servizi, che possono usarli per un periodo di tempo limitato (limitato, quanto?)”. Inoltre, per prevenire attività illegali, le informazioni che vi riguardano possono essere cedute ad altre società, uomini di legge, agenti o agenzie governative.
Insomma, fate attenzione a quello che scrivete e tenete conto che su Facebbok vige la legislazione Usa in materia di privacy, molto più elastica e meno garantista della nostra.
La minaccia più inquietante alla vostra privacy non viene però dal network, ma dalle applicazioni di terze parti. Ogni volta che installate una, infatti dovete acconsentire a che essa acceda alle informazioni del vostro profilo. L’unico tipo di informazioni precluso a priori sono le cosiddette ‘informazioni di contatto’, ovvero i vostri recapiti.
E’ vero che, prima di consentire agli sviluppatori di applicazioni di inserire un programma sul proprio sito, Facebook richiede loro di accettare un accordo che li vincola a rispettare le impostazioni sulla privacy e limita la raccolta, l’uso e la memorizzazione, da parte loro, delle informazioni degli utenti, ma il network non può controllare in maniera assoluta il rispetto di queste regole.
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